La situazione di crisi all’interno della maggioranza del Comune di Frosinone si aggrava. A seguito del ritiro delle deleghe agli assessori di Fratelli d’Italia e dell’intervento del segretario regionale del partito, il Sindaco Riccardo Mastrangeli ha deciso di inviare una lettera a Paolo Trancassini. Nella missiva, il primo cittadino non usa mezzi termini: “Se non si supera la crisi, è meglio andare al voto”.
Il testo della lettera
«Caro Paolo,
mi hai scritto in maniera pubblica e, per rispetto verso di te, verso il ruolo che ricopri e verso i cittadini, ti rispondo pubblicamente allo stesso modo. Lo faccio non solo per franchezza, ma soprattutto per rispetto del tuo ruolo di Segretario regionale di Fratelli d’Italia. Ho letto con attenzione la tua comunicazione. Conosco il tuo equilibrio, la tua esperienza e la tua storia politica e, proprio per questo, sento il dovere di dirti con chiarezza come stanno le cose. Non ho mai messo in discussione Fratelli d’Italia come forza politica. Non ho mai messo in discussione la lealtà di un partito che, a livello regionale e nazionale, governa con responsabilità.
Ma quanto accaduto in Consiglio comunale a Frosinone è inaccettabile, soprattutto per il merito delle delibere. Stiamo parlando di atti che riguardano le categorie più fragili: persone con disturbi dello spettro autistico, anziani non autosufficienti, caregiver, malati di SLA, famiglie con persone in RSA e quelle che assistono un disabile in casa. Le delibere in questione riguardano finanziamenti dalla Regione Lazio, proposti da un assessore di Fratelli d’Italia, Massimiliano Maselli, che desidero ringraziare per la sensibilità e l’impegno dimostrati nei confronti della nostra città.
Voglio essere molto chiaro, Paolo. Ogni mattina nel mio ufficio incontro persone della nostra comunità: genitori che chiedono aiuto per un figlio autistico, famiglie in difficoltà, cittadini che necessitano assistenza, ascolto e risposte. Io guardo in faccia queste persone, ne conosco i nomi, le storie, le difficoltà. È per questo che non è accettabile che su temi come questi si faccia tattica politica o, peggio ancora, si scelga di non esserci. Su queste questioni non si gioca. Su queste questioni non si mandano segnali politici. Su queste questioni non si resta a casa.
C’è poi un punto che voglio chiarire con fermezza. Il programma elettorale sottoscritto da tutti nel 2022 – Fratelli d’Italia compresa – non è un documento opzionale, non è una cornice interpretabile, ma un patto con i cittadini. È l’impegno che ci ha permesso di vincere le elezioni, ed è un accordo inscindibile e inderogabile. Sono sempre stato disponibile al confronto. Si può discutere su tutto ciò che può arricchire, ma mai su ciò che può sottrarre a quel programma. Il confronto è legittimo e parte della democrazia. Tuttavia, ciò che è stato promesso ai cittadini e sottoscritto davanti a loro non può essere messo in discussione.
Voglio ringraziare Nicola Ottaviani per la difesa netta e senza ambiguità del mio operato e dell’amministrazione. Tuttavia, voglio essere chiaro: questa risposta la do io, da sindaco, e me ne assumo fino in fondo la responsabilità. Arrivo quindi al punto, Paolo, con chiarezza e senza minacce. O tu, con la tua autorevolezza, forza e equilibrio, riallinei il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Frosinone ai percorsi virtuosi da te stesso indicati – lealtà, coerenza, rispetto e responsabilità verso i cittadini – oppure dobbiamo avere il coraggio di dirci che questa esperienza amministrativa non ha più un equilibrio politico. In tal caso, esiste una sola strada seria, limpida e democratica: tornare al voto. Non per rabbia, non per orgoglio, ma per rispetto verso i cittadini di Frosinone. Lo dico con serenità. Ho un solo dovere: fare il bene della Città di Frosinone e dei suoi cittadini. Ed è per questo che, su chi ha più bisogno, su chi ogni giorno bussa alla porta del Comune chiedendo aiuto, non farò mai un passo indietro. Con i migliori auguri per il nuovo anno, buon 2026, caro Paolo»