“Conoscevo il Constellation, ci andavo ogni tanto per una birra o per passare una serata con gli amici. Non sono un esperto di sicurezza, ma per la mia esperienza non era un locale pericoloso. Qui le normative sono severe e vengono rispettate, tutti i locali sono in sicurezza”: così si esprime Giuliano Biasini, 49 anni, originario di Piedimonte San Germano (Frosinone), direttore di sala a Crans-Montana, dove lavora in un locale a pochi chilometri dal teatro della tragedia.
Biasini era stato inizialmente inserito nell’elenco degli italiani dati per dispersi dopo l’incendio scoppiato nella notte di Capodanno, ma sta bene e non si trovava al Constellation al momento del rogo. “Ero al lavoro, non molto lontano. Abbiamo capito che era successo qualcosa di grave quando abbiamo sentito le sirene che risuonavano incessantemente. Dopo un po’ è arrivata la notizia. Non siamo usciti per aiutare, perché avremmo solo creato confusione: le autorità erano già sul posto”, racconta il direttore di sala.
Secondo Biasini, il Capodanno di quest’anno non è stato diverso dagli altri: “C’era molta affluenza, come sempre nei giorni invernali e soprattutto durante le festività”. Il direttore sottolinea che “alla stazione le norme di prevenzione vengono applicate rigorosamente. Ho conosciuto i proprietari del Constellation: sono persone umili che hanno creduto in questa stazione e vi hanno investito, gestiscono più di un locale. In tutti questi anni non ho mai sentito parlare male del loro lavoro”. Infine, Biasini conclude con una forte convinzione: “Questa tragedia non ha nulla da insegnare qui in Svizzera: è stata una fatalità”.