Sabato scorso, l’Abbazia di Montecassino ha ospitato un incontro significativo dedicato alle persone fragili e con disabilità, che hanno partecipato al Giubileo nell’ambito del progetto GiÒ – Giubileo, Inclusione, Opportunità. Questo evento è stato realizzato dalla cooperativa Exodus di Cassino in collaborazione con l’abbazia e finanziato dalla Regione Lazio.
Un momento di accoglienza e speranza
La giornata ha rappresentato un importante traguardo all’interno di un lungo percorso di eventi, tutti incentrati sul tema della speranza, concepita come un’esperienza concreta di accoglienza e partecipazione.
Il benvenuto agli ospiti, accompagnati dal Responsabile di Exodus Cassino, Luigi Maccaro, è stato rivolto dall’Abate di Montecassino, dom Luca Fallica. Con un approccio caloroso e familiare, l’Abate ha ringraziato tutti i presenti e i volontari di Exodus, che hanno dedicato tempo ed energie nell’accogliere e supportare le persone nell’abbazia, superando le barriere architettoniche ancora presenti.
Preghiera e insegnamenti
Il Padre Abate ha accolto i partecipanti nella Cappella di Santa Scolastica per un momento di preghiera, sottolineando la bellezza di quel luogo e l’importanza della figura di Santa Scolastica, che ha testimoniato come l’amore sia fondamentale. “Poté di più colei che più amó”, ha ricordato San Gregorio Magno, richiamando l’essenza del messaggio di amore e rispetto.
L’amore deve essere la guida in ogni istante della vita, un criterio che aiuta a superare le difficoltà e le malattie. È un elemento chiave della nostra fede, capace di fondare relazioni significative e un amore incondizionato per la vita e gli altri. La speranza, tema centrale del giubileo, è alimentata dall’amore di Dio, che rappresenta una fonte di motivazione per tutti noi.
Testimonianze significative
Durante l’incontro, è emersa la testimonianza toccante dei volontari di Exodus, che hanno condiviso la loro esperienza in abbazia, descrivendo l’importanza di conoscere e supportare le persone fragili. “Un’esperienza che rimane per tutta la vita”, hanno commentato.
Gaetano Torcinaro, del Centro Sportivo Italiano, ha sottolineato il ruolo dello sport come mezzo di inclusione e crescita personale. Ha raccontato dei successi ottenuti attraverso attività sportive condivise tra ragazzi con disabilità e i giovani della comunità Exodus, creando amicizie e collaborazioni profonde.
Luigi Maccaro ha ribadito che la speranza si concretizza quando le persone si sentono accolte e parte di una comunità, un obiettivo centrale del progetto Giò, che promuove opportunità di coinvolgimento per le persone fragili.
Conclusione e attività
Al termine dell’incontro con il Padre Abate, i partecipanti hanno potuto godere di un momento di convivialità, seguito da una visita guidata all’abbazia e da laboratori didattici, stimolando curiosità e creatività.