Negli ultimi due anni, nel Lazio, 4.174 donne hanno richiesto supporto per percorsi di uscita dalla violenza di genere. La forma di violenza più comune è quella psicologica, seguita da minacce, violenze fisiche ed economiche. I dati forniti dalla Regione Lazio indicano che tra il 2023 e settembre 2025, sono state 13.152 le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza, di cui 4.174 sono state accolte. Le percentuali di donne prese in carico sono state del 33,6% nel 2023, del 32,3% nel 2024 e del 28,1% fino a settembre 2025. La violenza psicologica è la più ricorrente (93,2%), seguita da minacce (71%), violenza fisica (68,6%) e violenza economica (48,9%). Gli autori di questi abusi sono per la maggior parte partner (48,6%) ed ex partner (32,2%). Tra le donne prese in carico, tra il 58,9% e il 59,1% hanno figli che hanno assistito o subito violenza.
Aumento dei casi nelle province del Lazio
Roma e la sua provincia contano il maggior numero di servizi di accoglienza attivati, ma nel 2024 si sono registrati significativi incrementi di nuovi servizi a Frosinone, Latina e Viterbo. La maggior parte delle donne accolte ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni e sono italiane (oltre il 70%). Le donne prese in carico sono prevalentemente nubili (39,9%), con diploma di scuola superiore (43,2%) e occupate (56,3%). Le case rifugio hanno ospitato, dal 2023 a settembre 2025, 353 donne, di cui il 77-78% con figli. Si osserva anche una diminuzione nel numero di donne con disabilità ospitate nel tempo.
Servizi maggiormente richiesti
I servizi più richiesti includono consulenza legale, supporto psicologico, orientamento lavorativo e sostegno all’autonomia abitativa. Secondo i dati della Regione Lazio, la maggior parte delle donne ospitate ha ottenuto l’autonomia abitativa in abitazioni proprie o presso familiari/amici.
In merito alla sicurezza, a Roma, nell’ultimo anno, sono stati registrati oltre 200 casi, tra indagini e interventi, dalla polizia locale in relazione al “Codice rosso”, la legge entrata in vigore nel 2019 per la protezione delle vittime di violenza domestica e di genere. Queste azioni derivano da denunce, deleghe della procura o iniziative dirette in caso di accertamenti di tali reati.