Ultima udienza conclusa

Omicidio Tortolani, si chiude il dibattimento

Durante l'udienza, l'imputato riconosce lo scontro ma nega di aver colpito la vittima

Omicidio Tortolani, si chiude il dibattimento
Oggi si è svolta l’ultima udienza del processo a carico di Luca Agostino, 45enne di Villa Latina accusato di omicidio volontario aggravato. L’episodio risale al 19 maggio 2024, quando Agostino avrebbe ucciso il compaesano Armando Tortolani. Secondo le indagini, l’imputato si sarebbe alzato dal ristorante dove aveva festeggiato la comunione del figlio per andare a casa della vittima e rimproverargli una parola offensiva rivolta al fratello. Durante la discussione, sarebbero seguite le coltellate.
Oggi, davanti alla Corte di Assise di Cassino, è stato ascoltato l’imputato. Ha risposto alle domande del Pubblico Ministero e degli avvocati delle parti civili, tra cui Paolo Marandola, Vittorio Salera, Michelangelo e Alessandro Montesano Cancellara, Marcello Panzini e Carmine Cervi. Successivamente, i suoi difensori, Enrico Maria Gallinaro, insieme al presidente della Corte, hanno posto ulteriori domande, a cui Agostino ha risposto per circa quattro ore. Ha dichiarato di non aver mai accoltellato la vittima, sostenendo che le ferite rinvenute sul corpo di Tortolani, compresa quella mortale al petto e quella al collo, potrebbero essere il risultato di cadute su un vaso di fiori contenente una piccola “cannuccia”.
L’imputato ha ammesso di essersi recato a casa di Armando per chiarire uno sguardo che quest’ultimo avrebbe rivolto nei confronti di suo fratello Cristian e della sua compagna, la sera precedente, in un pub di Villa Latina. Ha quindi descritto i momenti concitati di quella domenica di maggio e come, dopo la comunione della sua prima figlia, abbia cercato la vittima per quello che considerava un semplice chiarimento.
Successivamente, la Corte d’Assise si è ritirata in camera di consiglio per deliberare sulle richieste presentate dalle parti. Nel primo pomeriggio è stata letta l’ordinanza che ha rigettato tali richieste: è stata negata una superperizia medico-legale sulle cause della morte e sul comportamento dei sanitari, così come un confronto tra i testimoni oculari e l’imputato. Non verranno quindi ascoltati ulteriori testimoni e periti, e ci si avvia verso la sentenza, con la discussione del pubblico ministero prevista per il 17 febbraio.