Il 15 novembre, presso la storica Certosa di Trisulti, si è tenuto l’evento intitolato “La Certosa di Trisulti e gli sfollati del ’44 – Una storia da raccontare”. Organizzato dall’Associazione Trisulti Bene Comune in collaborazione con il Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio, l’incontro ha commemorato l’ottantesimo anniversario della morte di Padre Michele Celani, monaco certosino. Presenti un ampio pubblico, tra cui molti parenti degli sfollati, alcuni provenienti anche dalla Spagna, che hanno assistito con grande interesse ai racconti narrati da Damiana Leone e Giordano Cedrone, intervallati da brani musicali del gruppo I Trillanti.
L’incontro è iniziato con la lettura del messaggio dell’Arcivescovo Santo Marcianò, Vescovo delle Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e di Anagni-Alatri, da parte della Presidente dell’Associazione Trisulti Bene Comune, avv. Maria Elena Catelli. L’Arcivescovo ha manifestato “ammirazione e stima” per l’impegno volto a mantenere viva la memoria dell’accoglienza certosina durante i tragici eventi del 1944.
La dottoressa Valentina Esposito, funzionario della Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio, ha rappresentato l’ente, portando i saluti della Direttrice Regionale dott.ssa Elisabetta Scungio e della Direttrice della Certosa, arch. Ursula Piccone.
Tra i partecipanti, il Sindaco di Alatri, il Sindaco di Ferentino e il Senatore Nicola Ottaviani, il quale, durante il suo intervento, ha sottolineato il valore artistico e storico della Certosa di Trisulti, affermando con decisione: “la Certosa non si tocca”, impegnandosi a preservare il monumento.
La narrazione è proseguita con un intervento storico del Prof. Gioacchino Giammaria, seguito dalla lettura di documenti di archivio e diari riguardanti l’accoglienza che i monaci di Trisulti riservarono a coloro che cercavano rifugio durante quei difficili anni.
Come sottolineato dall’Arcivescovo Marcianò: “Questa accoglienza si è consumata nel silenzio… Il silenzio della riservatezza e del segreto… Ma anche il silenzio della gratuità che non fa clamori, non fa notizia… Accoglienza e silenzio, dunque, sono le parole che certamente interpretano le storie che oggi ricordate e che restano scritte, impresse nelle mura della nostra bellissima Certosa”.
L’evento ha ribadito l’importanza della memoria e il ruolo della Certosa di Trisulti come simbolo di solidarietà, storia e identità del territorio.