È in corso la quinta tappa della campagna “Ecogiustizia subito” nel Lazio, che porta l’attenzione sul SIN del Bacino del Fiume Sacco, un territorio compromesso da anni di inquinamento e attività industriali, tra cui quelle belliche.
Il flash mob ad Anagni
Le associazioni ACLI, AGESCI, ARCI, Azione Cattolica Italiana, Legambiente e Libera hanno organizzato un flash mob davanti all’ex stabilimento Winchester di Anagni, uno dei 19 comuni inclusi nel vasto perimetro del SIN, il più esteso d’Italia.
Durante l’evento, i partecipanti hanno esposto cartelli per denunciare i ritardi nelle bonifiche, sventolando bandiere della pace e pale eoliche di cartone, simboli di una richiesta di riconversione sostenibile dell’area.
I dati sulle bonifiche
Al centro della protesta ci sono i dati sugli interventi ambientali: in 21 anni è stato bonificato solo lo 0,2% dei suoli e delle falde su un totale di 7.235 ettari, mentre solo il 9,8% dell’intera area ha subito una caratterizzazione ambientale.
Le criticità del territorio
Preoccupano anche i recenti sversamenti segnalati nella zona, insieme alla storica presenza dell’industria bellica attiva dal 1912. Negli anni, sono stati avviati quattro filoni giudiziari legati alle problematiche ambientali dell’area.
Le richieste delle associazioni
Le organizzazioni promotrici chiedono interventi urgenti per le bonifiche, la riconversione industriale del sito e l’attivazione di un tavolo di confronto permanente, supportato da un sistema di monitoraggio civico.
Secondo le associazioni, la Valle del Sacco deve tornare a essere un luogo capace di produrre futuro, puntando su sostenibilità, sicurezza ambientale e sviluppo condiviso.
L’assemblea pubblica
La giornata prosegue con un ulteriore momento di confronto: alle 17.00 a Colleferro si terrà un’assemblea pubblica, durante la quale sarà firmato il Patto di Comunità, mirato a coinvolgere cittadini e istituzioni in un percorso condiviso.