Il carcere di Frosinone è tra le strutture interessate dall’operazione “Prison Break”, attuata dai Carabinieri contro un presunto traffico di droga, estorsioni e uso illegittimo di telefoni cellulari all’interno delle carceri.
In totale, 19 persone sono state sottoposte a misure cautelari disposte dalla Procura di Pescara. Di queste, tredici erano già detenute in vari istituti penitenziari italiani, inclusi Frosinone, Pescara, Rieti, Civitavecchia e Siena.
Le indagini hanno rivelato che le attività illecite venivano orchestrate anche dall’interno delle carceri, grazie all’uso di dispositivi elettronici non autorizzati.
Dettagli dell’Operazione
L’operazione, coordinata dalla Procura abruzzese, ha coinvolto i Carabinieri della Compagnia di Pescara, supportati da un elicottero, e ha portato all’esecuzione di numerose perquisizioni in diverse regioni.
Tra i provvedimenti adottati, tre persone sono state destinate al carcere, due agli arresti domiciliari e una sottoposta a divieto di dimora.
Le indagini proseguono per chiarire il coinvolgimento dei detenuti, compresi quelli del penitenziario di Frosinone, e per ricostruire l’intera rete delle attività illecite.