Nuove disposizioni

Regole per feste parrocchiali dell’Arcivescovo Marcianò

Un intervento necessario per uniformare i rapporti tra Comitati e parroci, garantendo trasparenza nelle attività.

Regole per feste parrocchiali dell’Arcivescovo Marcianò

Santo Marcianò, arcivescovo di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino, ha emanato nuove disposizioni per i comitati delle feste patronali e delle manifestazioni equiparate, valide per entrambe le diocesi. Queste norme sono state introdotte per affrontare le criticità riscontrate nella gestione delle feste nelle diverse parrocchie, dove la prassi non è uniforme e presenta problematiche di carattere pastorale, amministrativo e organizzativo. Le norme iniziali sottolineano che «la festa patronale è un evento essenzialmente religioso mediante il quale la comunità ecclesiale rende culto a Dio, venera la Beata Vergine Maria e i Santi, manifestando pubblicamente la propria fede».

Responsabilità pastorale

La festa patronale, in quanto espressione della comunità ecclesiale, è organizzata e promossa sotto la guida del Parroco, che ne è il responsabile di fronte all’Ordinario diocesano, anche quando le spese sono sostenute da enti o organizzazioni civili tramite convenzioni.

Costituzione del Comitato

Il Comitato è formato dal Parroco, in consultazione con il Consiglio Pastorale Parrocchiale e il Consiglio parrocchiale per gli affari economici. I membri devono essere fedeli di comprovata condotta cristiana, attivamente coinvolti nella vita parrocchiale e rispettati per la loro integrità morale. Sono esclusi coloro che presentano comportamenti delinquenziali, appartengono a associazioni mafiose o malavitose, sono membri di organizzazioni contrarie alla Chiesa cattolica, o hanno subito pene ecclesiastiche o rinunciato formalmente alla fede cattolica, a meno che non abbiano dimostrato segni pubblici di conversione. Inoltre, i membri non devono avere interessi personali nelle attività del Comitato e offrono la loro collaborazione a titolo gratuito. Non possono far parte del Comitato coloro che ricoprono incarichi politici o amministrativi civili.

Gestione economica e raccolta fondi

Tutte le offerte, sponsorizzazioni e contributi destinati alla festa devono essere utilizzati esclusivamente per la festa patronale o parrocchiale e registrati in modo chiaro e trasparente. Ogni tipo di raccolta fondi, sia pubblica che privata (come questue o sponsorizzazioni), richiede l’autorizzazione scritta della Curia. È espressamente vietato raccogliere offerte durante le celebrazioni liturgiche e le processioni. Al di fuori di tali eventi, la raccolta di fondi è consentita solo in spazi appositamente predisposti. Non è permesso a gruppi non autorizzati raccogliere denaro o beni per la festa.

Programma religioso e processioni

Il programma religioso della festa, in tutte le sue componenti, deve essere predisposto dal Parroco, sentito il Consiglio Pastorale Parrocchiale o il Rettore. È necessaria una preparazione spirituale adeguata, che può includere novene, tridui, catechesi e celebrazioni liturgiche. Le iniziative civili devono essere subordinate all’aspetto religioso e non devono oscurarne il significato. Il percorso processionale è definito dal Parroco o dal Rettore, in accordo con il Consiglio Pastorale Parrocchiale, e deve essere comunicato alla Curia Vescovile e alle Autorità competenti.

Autorizzazioni

Il programma finale dei festeggiamenti religiosi e civili, inclusi manifesti e pubblicazioni, deve ottenere il nulla osta della Curia, rilasciato dal Vicario Generale e vidimato dalla Cancelleria Vescovile, dopo aver consultato l’Ufficio Liturgico Diocesano e l’Ufficio Amministrativo Diocesano. Tale autorizzazione deve essere richiesta con un anticipo di almeno 60 giorni rispetto alla data della festa.