Inizia il processo di riduzione del personale nello stabilimento Novo Nordisk di Anagni, con l’annuncio della non proroga di circa 80 contratti di somministrazione. Questa decisione arriva dopo la sospensione della produzione del farmaco per la cura dell’obesità, contraddicendo il piano di espansione industriale presentato un anno fa, che prevedeva investimenti per 2,5 miliardi, considerato ‘strategico’ dal Governo italiano.
Preoccupazioni sindacali
I tagli sollevano interrogativi sulle prospettive future dello stabilimento, soprattutto in vista della conclusione delle lavorazioni in conto terzi prevista per il 2026. In una nota, i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e le Rsu hanno manifestato forte preoccupazione: “Non basta affermare che non saranno aperte procedure collettive di licenziamento. È necessario che la società fornisca chiarezza, comunicando con trasparenza quando riprenderà pienamente la produzione e quali saranno gli effetti dell’annunciata revisione del piano degli investimenti sul futuro dello stabilimento di Anagni.”
Richiesta di intervento
I sindacati hanno sollecitato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, nella sua funzione di Commissario governativo per l’attuazione dell’investimento Novo Nordisk, a richiedere risposte chiare dall’azienda. “In caso contrario – avvertono i sindacati – verrà sollecitato un incontro presso il Ministero del Made in Italy per tutelare i lavoratori e il futuro industriale del sito.”