Sgombero dell'edificio

Il comune perde il ricorso sulla Scuola Media “Pietrobono”: in arrivo l’asta

Contenzioso che affonda le radici negli anni Settanta, l'immobile rimane di proprietà privata

Il comune perde il ricorso sulla Scuola Media “Pietrobono”: in arrivo l’asta

Il Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Frosinone ha rigettato il ricorso presentato dal sindaco Riccardo Mastrangeli e dall’amministrazione comunale, ordinando che l’immobile venga venduto all’asta. Prima della vendita, circa 500 studenti, divisi in 21 classi, dovranno lasciare l’edificio. Il magistrato ha ritenuto infondata la richiesta di sospendere l’ordine di sgombero e la procedura esecutiva, affermando che il decreto con cui il Comune ha acquisito l’immobile non è opponibile al pignoramento in corso. Pertanto, l’edificio rimane di proprietà di un privato e l’asta è fissata per il 18 febbraio 2026.

Le origini della controversia

La questione affonda le radici negli anni Settanta. L’edificio scolastico è stato costruito su un terreno attualmente intestato a un privato, emerso durante una procedura esecutiva per debiti. La procedura di esproprio avviata all’epoca non è stata completata con la necessaria trascrizione, mantenendo formalmente il suolo nella disponibilità del proprietario originario. Per risolvere la situazione, il Comune aveva adottato un provvedimento di “acquisizione sanante”, previsto dalla normativa sulle espropriazioni per pubblica utilità, sostenendo che l’interesse pubblico consolidato giustificasse il trasferimento dell’immobile al patrimonio comunale. Il Tar del Lazio aveva ritenuto legittimo l’atto dal punto di vista amministrativo.

Il verdetto del giudice

Tuttavia, secondo il giudice dell’Esecuzione, la legittimità amministrativa è distinta dall’opponibilità dell’atto alla procedura esecutiva. Il magistrato ha chiarito che l’acquisizione sanante non ha effetti retroattivi e non può annullare diritti già iscritti, come il pignoramento. Di conseguenza, l’immobile resta soggetto a vendita forzata. Sono state respinte anche le argomentazioni del Comune riguardanti la presunta incompetenza del giudice ordinario e la necessità di tutelare la continuità didattica. Il provvedimento sottolinea che l’ente occupa l’immobile senza un titolo opponibile e che la situazione si protrae da tempo senza soluzioni formali, come un’indennità di occupazione o accordi con la curatela.

Il giudice ha comunque aperto la possibilità di valutare, in udienza, soluzioni organizzative in relazione alla conclusione dell’anno scolastico, ma ha escluso i presupposti per una sospensione urgente. Resta pertanto valido l’ordine di liberazione dell’edificio e prosegue l’iter per la vendita all’asta, con la prossima udienza già programmata per il 18 febbraio.